Gruppo Comunista Internazionalista

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Chi siamo?

Piuttosto che essere il frutto di uno sforzo soggettivo di un manipolo di militanti, un’organizzazione comunista è in primo luogo e prima di tutto il risultato di determinazioni storiche che irresistibilmente spingono il proletariato a costituirsi in classe, a organizzarsi come una forza, come un partito, distinto ed opposto a tutti i partiti borghesi. Lo sforzo organizzativo delle minoranze proletarie, che si concretizza nel tempo e nello spazio con la creazione di un gruppo comunista, è fondamentalmente determinata dal comunismo come movimento e dal suo partito storico e cioè dalla memoria accumulata dell’intera esperienza delle lotte precedenti, condensato in un programma. La creazione del nostro gruppo non sfugge da queste determinazioni storiche.

Il Gruppo Comunista Internazionalista (GCI) esiste dal 1978.

Pubblichiamo delle riviste centrali in francese, tedesco, inglese, arabo, spagnolo, ungherese, kurdo e portoghese. Abbiamo anche testi in greco, persiano, serbo-croato e turco.

Il nostro gruppo non ha realtà nazionali. Non è legato ad alcun paese e non fa riferimento alla storia di nessuna nazione.

Il suo punto di partenza è stata la centralizzazione di un piccolo gruppo di militanti che proveniva da differenti continenti, che parlava diverse lingue, che aveva alle spalle da differenti esperienze di lotta e di riflessione sulla sconfitta di queste lotte, che avevano la volontà di sviluppare e centralizzare la loro comune attività militante mondiale collettivamente.

Partendo dal contenuto politico comune delle nostre rotture, abbiamo scelto di formalizzare le nostre discussioni e polemiche in una struttura organizzativa comunee ci siamo denominati “Gruppo Comunista Internazionalista”.

“Gruppo” – Formando un gruppo, noi siamo ancora una volta l’espressione della volontà storica dei proletari rivoluzionari di organizzarsi come forza, di centralizzarsi come partito. Se noi non affermiamo di essere un “partito” è perché noi sappiamo che la vera costituzione in classe(e quindi in partito) non dipende da alcuna pomposa autoproclamazione ma da un passaggio qualitativo materiale nel confronto sociale contro il capitale, lo Stato, la borghesia. Quindi ci consideriamo una frazione del movimento comunista; lottiamo per esistere come nucleo internazionale della centralizzazione del proletariato e, in quanto tale, partecipiamo agli sforzi delle minoranze d’avanguardia di centralizzare la comunità di lotta che esiste in tutto il mondo.

“Comunista” – Da tempo immemore tutte le frazioni borghesi (versigliesi, fasciste, repubblicane, staliniste, liberali, ecc.) hanno ferocemente attaccato lo spettro che ha costantemente ossessionato il mondo capitalista: il comunismo. Comunque i rivoluzionari (e il nostro modesto gruppo tra gli altri) non si sono mai lasciati impressionare dal diluvio di insulti e dalle continue falsificazioni ideate durante la storia contro il comunismo. Il comunismo – l’umana comunità, l’essere collettivo, la società senza classi – rimane la prospettiva per la quale ci battiamo con passione. È come comunisti che di fronte alla catastrofe capitalista, la dittatura del profitto e del denaro, la costante degradazione delle nostre condizioni di vita, che abbiamo ad alta voce e chiaramente chiesto l’abolizione di questo mondo di morte, l’abolizione della propri ètà privata, dello Stato , dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Con i nostri compagni durante tutto il percorso storico e in tutto il mondo, noi ancora una volta affermiamo la necessità di una società senza classi, senza denaro, senza lavoro, dove la libera disposizione del tempo e delle cose costituisce la condizione necessaria per una società senza classi, dove la libera utilizzazione del tempo e delle cose costituisce il solo terreno per l’umana attività di fiorire.

“Internazionalista” – Ben consci che questo vocabolo è ridondante quando è usato in associazione con il termine “comunista” noi ci caratterizziamo come “internazionalisti” prima di tutto per sottolineare che il comunismo, fin dalle sue origini e come movimento, esclude paesi, nazioni, lotte nazionali. Ciò significa che il nostro gruppo è direttamente organizzato a livello internazionale. Noi non abbiamo costituito il nostro gruppo prima come “partito nazionale” e poi più tardi ci siamo aperti all’ “internazionale”. Noi abbiamo cominciato direttamente con un organo centrale,certamente tradotto in diverse lingue, che affronta sempre gli interessi generali del movimento, che sottolinea sempre l’omogeneità delle condizioni di sfruttamento del proletariato in tutto il mondo e pone in primo piano tutte quelle condizioni che hanno in comune: la realtà del capitale e quindi del proletariato e le condizioni per la realizzazione del comunismo.

A un altro livello, il termine “internazionalista” ci permette anche di dissociarci da molte varianti controrivoluzionarie che si dissimulano comuniste (stalinisti, trotskisti, maoisti, bordighisti, ecc.) che più o meno vergognosamente sostengono questa o quell’altra cosiddetta nazione rivoluzionaria, che permettono all’ideologia dominante di confondere il comunismo coni cosiddetti “paesi comunisti”.

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Ed è per questo che come Gruppo Comunista Internazionalista che abbiamo scelto (da più di vent’anni, a questo punto) di portare avanti la nostra discussione internazionale. Per riappropriarci della storia – il programma comunista – abbiamo naturalmente incentrato il nostro interesse e le nostre discussioni sui momenti più alti di rottura che la nostra classe ha prodotto fino ad oggi: l’ondata rivoluzionaria del 1917-1923. I numerosi testi che abbiamo pubblicato sulla nostra rivista tentano di trarre, senza alcun a-priori ideologico, le lezioni della rivoluzione e della controrivoluzione in Russia, Germania, Ungheria, America,... durante quel periodo siamo stati testimoni di questo lavoro collettivo e dell’appassionato dibattito che ne è csaturito.

Ma oltre la centralizzazione della discussione internazionale su 1917-23, la nostra rivista ha anche combattuto contro tutte le ideologie e ha preso posizione su molte questioni: la critica della scienza, del lavoro, dell’economia, della filosofia, testi contro lo Stato, la riproduzione di testi storici della nostra classe ("la nostra memoria di classe "), testi che hanno preso posizione su fatti e avvenimenti attuali, su polemiche storiche…

Certamente è impossibile descrivere qui la vita reale del nostro gruppo, l’essenza delle lezioni che noi abbiamo tirato dalla storia e ancora meno i contenuti delle nostre posizioni. Comunque le nostre riviste, testi, volantini, ecc. descrivono abbastanza bene come:

  • Il comunismo, la società senza classi, non significa la fine della storia ma l’inizio della storia cosciente della specie umana.
  • Il capitalismo, per sua essenza universale e per le semplificazione delle contraddizioni di classe, crea le condizioni per la propria negazione, le condizioni per il comunismo così come la forza sociale che la imporrà: il proletariato.
  • La dittatura rivoluzionaria della nostra classe abolirà lo Stato e schiaccerà ogni tentativo di restaurare la legge del valore.
  • La democrazia un può essere ridotta forma della dominazione capitalista ma costituisce la sostanza della dittatura borghese.
  • Il movimento comunista si oppone a tutti i partiti borghesi di “destra” e di “sinistra”, al parlamentarismo, al sindacalismo e a tutte le forze che difendono la pace sociale.
  • L’affermazione del comunismo è la negazione di tutta l’attuale società, la negazione della proprietà privata del denaro… ma anche del lavoro, della scuola, della famiglia, della scienza…
Per dare una visione generale dei nostri contributi, abbiamo recentemente prodotto un sommario generale degli articoli pubblicato nelle nostre riviste in francese e in spagnolo; questa brochure è disponibile su richiesta ai nostri indirizzi centrali (casella postale o e-mail).

Oltre alle riviste centrali che noi pubblichiamo regolarmente, nel 1989 abbiamo anche pubblicato in spagnolo, francese, arabo le nostre "Tesi di orientamento programamtico” , la cui versione inglese è uscita nel 1999. Queste tesi rappresentano un tentativo di sintetizzare la discussione internazionale e la critica comunista che noi abbiamo sviluppato sin dalle nostre origini. Noi non vogliamo elaborare l’ennesima versione di questo o quell’altro testo sacro, ma di presentare una “istantanea”, un momento, del lavoro permanente collettivo di restaurazione programmatica permanente a cui abbiamo dato inizio. Nemici di tutte le bibbie, con questo tipo di documento abbiamo solo cercato di precisare sempre di più la delimitazione della pratica comunista di rottura dalla società capitalista. Le nostre Tesi tentano di esprimere il movimento reale dell’abolizione dell’ordine esistente; esse sono, certamente imperfette e incompiute e lo rimarranno fino a che la rivoluzione stessa porrà la questione di una vita senza denaro, classi e Stato in pratica. 

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Il settarismo è una delle caratteristiche dei periodi di pace sociale e in cui i gruppi di militanti stesso difficilmente sfuggono dalla folle logica di competizione di una società basata sulla divisione e sulla guerra dei del tutti contro tutti. Consci di queste difficoltà e volendo combattere il settarismo, noi tentiamo (come già facciamo nel nostro di battito interno) di porre sistematicamente al di sopra di ogni cosa le nostre convergenze all’interno del quadro della comunità internazionale di lotta.

In questo senso, noi ci appelliamo a tutti i coloro che continuano a lottare contro un mondo basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo di appropriarsi dei nostri testi a loro uso, di riprodurli, di farli circolare e di considerare la nostra rivista come loro. I risultati del nostro lavoro collettivo, i nostri testi, non sono proprietà particolare di qualcuno, appartengono alla classe che sta vivendo e lottando per abolire la propria condizione di classe sfruttata, e quindi di tutte le classi, di tutti gli sfruttamenti.

Proprio come i rivoluzionari che ci hanno preceduto, noi concepiamo la nostra stampa come uno strumento indispensabile di propaganda rivoluzionaria, l’agitazione collettiva, lo sviluppo programmatico, l’azione.

Noi vogliamoche i nostri testi siano soggetti a una lettura militante, criticati e usati per un confronto tra diverse posizioni per definire chiaramente il terreno della rivoluzione e della controrivoluzione e sostenere, sempre più determinatamente, la direzione rivoluzionaria imposta dalla nostra classe nella sua costituzione in classe e come storica forza storica mondiale.  

Au lecteur

Camarade, une telle revue ne peut remplir pleinement sa tâche de guide, d'organisateur de l'action communiste, sans la participation active de ses lecteurs et sympathisants. Toute contribution matérielle, théorique, critique nous est une aide dans la construction d'un réel outil de lutte révolutionnaire.

Utilise ces matériaux. Ils ne sont la propriété de personne, ils font partie du patrimoine, de l'expérience accumulée d'une classe qui vit, qui lutte pour supprimer sa propre condition de salariée et par là, toute classe, toute exploitation. Diffuse ces textes, discute-les, reproduis-les...

Si nos positions t'intéressent, si tu veux en discuter, travailler avec nous, prends contact avec le Groupe Communiste Internationaliste en écrivant à l'adresse suivante, sans mentionner le nom du groupe:

BP 33 * Saint-Gilles (BRU) 3 * 1060 Bruxelles * Belgique

Email: info [at] gci-icg [dot] org

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